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mercoledì 8 giugno 2011

PETIZIONE LAVOTATORI ENEL PORTO TOLLE - SUPERATE 5.200 FIRME PER RICONVERSIONE CARBONE

Ha superato quota 5.200 firme la petizione "Sostieni il lavoro in Polesine", organizzata dal Comitato Lavoratori della Centrale Enel di Porto Tolle, in collaborazione con le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil. A Porto Viro, al mercato del mercoledì, le adesioni sono state 272, arrivate soprattutto da giovani, italiani e stranieri (in particolare, russi e moldavi). Quota 5.200 e’ stata superata grazie alle sottoscrizioni arrivate all'indirizzo e-mail del Comitato, comitato.azione.lavoratori@gmail.com.
La "dura" vita dei giovani precari o disoccupati è al centro delle preoccupazioni degli anziani che firmano.


"Si fermano a parlare con noi, dicono che non vogliono che il futuro dei figli sia lontano da casa - racconta Roberto Sivieri, uno dei lavoratori attivi nella raccolta firme -. "Mio figlio è a casa senza lavoro, e io ho solo la pensione minima", ci diceva oggi una signora anziana. Le sue parole sono le stesse di tante persone - continua Sivieri -. Senza investimenti come la riconversione, nelle zone dove i giovani non trovano lavoro e sono costretti ad andarsene, il ricambio generazionale e' un problema reale".

PETIZIONE LAVORATORI CENTRALE ENEL PORTO TOLLE - SUPERATA QUOTA 4.800 FIRME

PORTO TOLLE, 7 giugno - Ha superato oggi quota 4.800 firme la petizione "Sostieni il lavoro in Polesine", organizzata dal Comitato Lavoratori in collaborazione con Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil. Le nuove firme sono state raccolte ai banchetti nei mercati di Loreo (224) e Rovigo (382), e intanto continuano ad arrivare le sottoscrizioni anche all'e-mail del Comitato, comitato.azione.lavoratori@gmail.com. Sostengono l'iniziativa giovani laureati, aziende, operai, commercianti. Il "Sì" alla riconversione e'
arrivato anche da un'agenzia di pratiche auto.
Nonostante lo stop del Consiglio di Stato, l'obiettivo da raggiungere resta l'apertura dei cantieri. Si legge nelle mail: "Vi sostengo perche' questo territorio ha bisogno di lavoro". "Spero che la situazione cambi e si risolva tutto al meglio. Io aderisco al vostro comitato come abitante del Polesine e come speranza per un mio futuro".
"Il progetto di riconversione e' fondamentale per rilanciare il nostro territorio, dal punto di vista economico e professionale, soprattutto per il futuro dei nostri giovani e delle nostre famiglie, che mai come in questo momento hanno bisogno di lavorare". Per la riconversione a carbone "pulito", la manifestazione organizzata oggi a Venezia da Cgil, Cisl e Uil regionali, dai sindacati di categoria Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uilcem-Uil e dalle Rsu della Centrale Enel di Porto Tolle, ha raccolto cinquecento persone tra lavoratori della Centrale Enel di Porto Tolle e delle aziende dell'indotto.


Il corteo ha sfilato in Campo San Toma' lungo il tratto di fondamenta che porta a Palazzo Balbi, dove una delegazione sindacale e amministratori locali hanno incontrato il governatore del Veneto, Luca Zaia, per cercare una soluzione unitaria allo stop della riconversione a carbone.

martedì 7 giugno 2011

HANNO FIRMATO ANCHE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO LUCA ZAIA E EMMA MARCEGAGLIA

 All'assemblea generale di Confindustria Venezia abbiamo manifestato con i dipendenti delle aziende dell'indotto, circa 30 persone, in rappresentanza del Comitato Lavoratori, delle ditte Florsystem, Isolfin, Riva e Mariani group e delle aziende del Consorzio Porto Tolle.
Abbiamo incontrato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il governatore del Veneto, Luca Zaia, e il presidente di Confindustria Venezia, Luigi Brugnaro, che hanno sottoscritto l’appello del Comitato Lavoratori a sostenere il lavoro in provincia di Rovigo.All'esterno del Teatro Toniolo, abbiamo esposto lo striscione "Sì al lavoro, Sì al carbone pulito", che ha accompagnato il passaggio in Piazzetta Cesare Battisti del governatore Zaia, e poco dopo della presidente Marcegaglia. Fiori della Florsystem sono stati sistemati al tavolo dei relatori al Teatro Toniolo e sono stati consegnati come omaggio alla presidente di Confindustria, per testimoniare la crisi di una delle aziende dell’indotto. L’azienda florovivaistica di Polesine Camerini ricaverebbe dalla riconversione a carbone il calore necessario a riscaldare le proprie serre. Nei 6 anni di iter autorizzativo, conclusi con lo stop del Consiglio di Stato, la Florsystem ha dovuto continuare a utilizzare gasolio per il riscaldamento, e i maggiori costi hanno marginalizzato i profitti e bloccato gli investimenti. Era stato previsto, infatti, un ampliamento di 30.000 metri quadri di serre, che avrebbe portato a raddoppiare il personale.
La situazione dell’azienda florovivaistica e’ solo un esempio. In vista dell'apertura del cantiere, attesa tra ottobre e dicembre 2011, erano gia' state qualificate 400 aziende e indette 52 gare d'appalto, per un valore di 1,8 miliardi di euro, su un investimento complessivo di 2,5 miliardi. Solo il Consorzio Polesine, una delle associazioni di imprese in gara per gli appalti, conta circa 1.000 dipendenti.
"Dopo lo stop del Consiglio di Stato al progetto di riconversione a carbone ci sentiamo mancare il terreno sotto i piedi. Viviamo l'angoscia di non sapere quale sara' il nostro futuro e questa e' una beffa, perche' l'investimento di Enel a Porto Tolle aprirebbe il piu' grande cantiere in Italia", abbiamo spiegato ai giornalisti. Per raccontare il momento abbiamo ricordato le parole di Benedetto XVI: "Il Papa ha detto che il lavoro aiuta ad essere piu' vicini a Dio e agli altri. Noi, adesso, siamo soli". L'assemblea di Confindustria Venezia ha espresso solidarietà ai lavoratori. Prima dell’inizio della parte pubblica dell’assemblea, avevano sottoscritto la petizione, tra gli altri, anche il vicepresidente dell’associazione degli industriali veneziani, Vincenzo Marinese, Paolo Cavaletto del Consiglio direttivo di Confindustria Venezia e i componenti della Giunta Davino De Poli, Marco Riva e Roberto Minicuci.Insieme alle sottoscrizioni inviate all'e-mail del Comitato, comitato.azione.lavoratori@gmail.com, le firme raccolte oggi hanno portato la petizione a toccare quota 4.200. Al termine saranno consegnate al governo e alle istituzioni regionali.
Domani è in programma una nuova manifestazione a Palazzo Balbi, indetta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil regionali, dai sindacati di categoria Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uilcem-Uil e dalle Rsu della Centrale Enel di Porto Tolle. L'iniziativa e' in concomitanza con la seduta della giunta della Regione Veneto, in programma alle 11.30. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali chiedono di incontrare il presidente Luca Zaia e gli assessori regionali.

sabato 4 giugno 2011

A TAGLIO DI PO 300 FIRME PER LA RICONVERSIONE A CARBONE. CON LE ADESIONI NEL WEB SUPERATA QUOTA 4.000

"Sono senza lavoro. Voglio firmare". 
Giovani disoccupati e cassaintegrati raccontano con poche parole la loro condizione, e il resto lo aggiungono con una firma. Oggi ha ricevuto quasi 300 adesioni (295), raccolte al mercato di Taglio di Po, l'appello a sostenere il lavoro in Polesine e la riconversione a carbone della Centrale Enel di Porto Tolle, che il Comitato Lavoratori ha lanciato sabato scorso, in collaborazione con le organizzazioni
sindacali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil. Sommate le adesioni inviate alla posta elettronica del Comitato, ad oggi le sottoscrizioni superano quota 4.000. 

Anche il vicesindaco di Taglio di Po, Layla Marangoni, ha firmato l'appello e al banchetto in Piazza IV Novembre ha espresso solidarietà ai lavoratori, rappresentati da Franco Cattozzo e Mauro Sponton.

venerdì 3 giugno 2011

MERCOLEDì 01 GIUGNO RACCOLTA FIRME PER IL SOSTEGNO AL LAVORO IN POLESINE



CENTRALE ENEL PORTO TOLLE - SUPERATE 3.500 FIRME PER RICONVERSIONE A CARBONE





La Festa della Repubblica è passata a Porto
Tolle con giovani e anziani in fila per firmare la petizione "Sostieni 
il lavoro in Polesine". I lavoratori della Centrale Enel, in
collaborazione con le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil,
Flaei-Cisl e Uilcem-Uil, hanno raccolto circa 1.100 firme (1.118) al
mercato di Ca' Tiepolo, nel centro di Porto Tolle.
In cinque giorni, sono già oltre 3.550 persone (3.582) che hanno
sottoscritto l'appello a non fermare il progetto di riconversione a
carbone "pulito", bloccato dopo un ricorso accolto dal Consiglio di
Stato. "Gli anziani - raccontano Andrea Mancin e Roberto Carnemolla
del Comitato Lavoratori - ci dicono di continuare perchè la centrale
Enel è una delle poche risorse rimaste. Hanno visto chiudere gli
zuccherifici, l'ultimo grande cantiere è stato il Passante di Mestre,
e poi il lavoro è finito". Sperano di non vedere i figli trasferirsi.
"Senza la centrale ci chiedono dove deve andare la gente a lavorare".

Poi ci sono anziani che ce l'hanno con gli ambientalisti.
Ricordano che qui si e' lavorato nei canali per la bonifica del Delta,
e che loro sanno bene il valore dell'ambiente, perche' prima qui non
c'era niente.
La speranza dei giovani è di restare nel territorio dove sono
cresciuti, lavorando nel cantiere di riconversione e nella nuova
centrale: "Sono nato qui, mi piace viverci ed è qui che voglio
lavorare".