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martedì 21 giugno 2011

Modifica della legge che blocca la riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle

Apprendiamo da un comunicato stampa che la giunta della Regione Veneto ha trasmesso al Consiglio regionale una proposta di modifica della legge che blocca la riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle. Questa iniziativa riaccende uno dei motori dell’economia nazionale e la speranza di migliaia di lavoratori, dipendenti Enel e delle imprese nell'indotto. Il nostro futuro e' stato sospeso dopo lo stop che il Consiglio di Stato aveva motivato cosi': “Finche' la Regione Veneto non riterra' di modificare la legislazione di sua competenza, deve essere applicata la legge regionale tuttora vigente secondo cui nella zona di Porto Tolle possono essere costruite esclusivamente centrali alimentate da gas naturale o da fonte alternativa di pari o minore impatto ambientale”.
Per la legge del Parco si amministra l'ambiente con il confronto tra i combustibili, ma un confronto così, senza indicare la tecnologia adottata, non ha tecnicamente nessun senso. Oggi i riferimenti tecnici, rispetto alla legge del Parco approvata nel 1997, sono le limitazioni imposte sulle emissioni dall'Unione Europea, previste dalla normativa EU 2001/80/CE e in vigore in Italia dal 1. gennaio 2008, secondo valori che la riconversione a carbone "pulito" rispetta con emissioni ridotte alla metà dei limiti. Siamo quindi fiduciosi, perche' nel mese che e' seguito allo stop del Consiglio di Stato sono stati al nostro fianco la giunta regionale, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, le oltre 8mila persone che hanno firmato la petizione per la riconversione svolta in collaborazione con le organizzazioni sindacali, e perche' abbiamo ottenuto l'impegno dei ministri Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo di portare avanti le operazioni di conversione della centrale. Con l'impegno di tutti, e dopo i quasi 150mila posti di lavoro che il Veneto ha perso con la crisi economica, adesso e' il momento di cambiare pagina.

lunedì 20 giugno 2011

FIRME A QUOTA 8.056

La petizione "Sostieni il lavoro in Polesine" ha superato quota 8.000. Intanto si lavora alle prossime manifestazioni. Due convegni "per parlare con il territorio" sono stati previsti dalla Cgil il prossimo 4 luglio e il secondo, il 7 luglio a Porto Tolle, dalla Cisl.
La petizione per la riconversione a carbone "pulito", che il Comitato Lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle ha iniziato il 28 maggio in collaborazione con i sindacati Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil, ha aggiunto 484 firme venerdì sera alla Festa di San Luigi Gonzaga di Oca Marina e sabato al mercato di Adria.
Cosi', dopo 15 giorni di banchetti, e contando le adesioni spedite all'indirizzo e-mail comitato.azione.lavoratori@gmail.com, il risultato è 8.056 sottoscrizioni.
La crisi morde in provincia di Rovigo: "Per trovare lavoro bisogna andare lontano. Aspettando la riconversione, anche 100 dipendenti Enel in organico a Porto Tolle devono lavorare in trasferta nelle centrali a carbone di Brindisi, Genova, Civitavecchia e Fusina", ricorda Passarella. Che aggiunge: "Piu' passa il tempo e piu' si allontana l'investimento previsto e la possibilità di un lavoro. Il 7 giugno siamo stati ricevuti dal presidente Luca Zaia a Palazzo Balbi. Un nuovo invito era per il martedi' successivo, al tavolo tecnico dove i tecnici stanno lavorando su tutte le ipotesi legali dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Ma l'incontro e' stato rimandato". "Sembra - continua Passarella - che la richiesta di revocazione della sentenza serve ad avere il tempo di trovare la soluzione giusta Bisogna fare anche altre cose pero': ad esempio, fare pressione sul governo perche' sia attivo sulla riconversione, oppure modificare l'art. 30 della legge del Parco del Delta". "Stiamo pensando, allora - annuncia Passarella - di andare in Consiglio regionale per incontrare i capigruppo dei vari partiti". L'occasione potrebbe essere la seduta del Consiglio in calendario per la fine di giugno, a Palazzo Ferro Fini.

venerdì 17 giugno 2011

SUPERATA QUOTA 7.000 FIRME PER RICONVERSIONE A CARBONE Secondo i giovani "Bisogna dare una svolta a questa crisi"

Al mercato di Ca' Tiepolo, circa 220 persone (217) hanno firmato la petizione del Comitato Lavoratori per la riconversione a carbone "pulito" della centrale Enel. Le sottoscrizioni hanno superato, cosi', quota 7.000 (7.004) sommando i messaggi all'indirizzo e-mail comitato.azione.lavoratori@gmail.com. Ai banchetti della petizione "Sostieni il lavoro in Polesine", partita il 28 maggio scorso, arrivano famiglie preoccupate per il futuro, giovani che non trovano lavoro e quelli che la crisi, senza poter far niente, la vivono guardando le difficolta' dei figli. Gli annunci al megafono della raccolta firme hanno fatto uscire la gente da casa per sottoscrivere la petizione. Raccontano Giampaolo Crozzoletto e Claudio Zanirato del Comitato Lavoratori: "Hanno firmato anche due ragazzi di 24 anni, che stavano in divano a guardare la tv e hanno sentito il megafono. "Qui c'è da dare una svolta, io sono fermo a casa da mesi senza lavoro - ha detto uno di loro -, e così non si può andare avanti". Non vogliamo rassegnarci - continuano Crozzoletto e Zanirato -. Non ci sono solo i 2,5 miliardi che Enel investirebbe per la riconversione. C'e' anche l'investimento di 1 miliardo di euro per un impianto di cattura delle emissioni di anidride carbonica. Sarebbe il primo su scala industriale. Qui c'e' un'azienda pronta a investire, mentre in tanti altri Paesi - ricordano - questa strada l'hanno gia'
presa gli investimenti pubblici, con oltre 35 miliardi di dollari".

lunedì 13 giugno 2011

LAVORATORI CENTRALE ENEL PORTO TOLLE - "GOVERNO E REGIONE VENETO UNISCANO LE FORZE PER RICONVERSIONE"

Per aprire il cantiere di riconversione della centrale di Porto Tolle c'è solo un sistema: unire lavoratori, sindacati, politica, associazioni economiche e istituzioni per riprenderci il futuro che aspettiamo da 10 anni. Dopo tutto questo tempo siamo ancora lavoratori dal futuro sospeso, ma possiamo contare sul sostegno di Luca Zaia, arrivato quand'era ministro dell'Agricoltura e oggi che è il governatore del Veneto, quanto sull'aiuto del sottosegretario al Welfare, l'On. Luca Bellotti, sostenitore della prima ora della riconversione a carbone pulito.
Regione e Governo ce la possono fare a sciogliere il nodo che ha stretto la sentenza del Consiglio di Stato. Insieme abbiamo la necessità di condividere un percorso che sia solido e comune, per trovare la soluzione che porti Enel a realizzare nel più breve tempo possibile questo investimento: come è stato confermato ieri sera dal responsabile dei Grandi progetti infrastrutturali, Giuseppe Luzzio, nella riunione straordinaria del Consiglio comunale di Porto Tolle.
Insieme, di questo 2011 potremo dimenticare lo stop del Consiglio di Stato, i record negativi di cassaintegrazione e le chiusure in serie di piccole, medie e grandi aziende. Altrimenti, resteremo senza lavoro, e uniti per rabbia.

Maurizio Ferro, portavoce del Comitato Lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle

D ADRIA RACCOLTE IN UN'ORA 200 FIRME PER RICONVERSIONE A CARBONE

Ai lavoratori Enel di Porto Tolle e' bastata un'ora ad Adria, al mercato in Corso Garibaldi, per raccogliere circa 200 firme con la petizione "Sostieni il lavoro in Polesine". L'iniziativa del Comitato Lavoratori, in collaborazione con i sindacati Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil, ha raggiunto quota 6.483 adesioni dal 28 maggio, data di partenza, contando anche i messaggi spediti all'indirizzo e-mail: comitato.azione.lavoratori@gmail.com.
Per le oltre 450 adesioni complessivamente sommate si e' attivato anche il consigliere comunale di Porto Tolle, e componente del Consiglio dell'Ente Parco Delta del Po, Achille Fecchio, che aveva dato la sua disponibilita' sabato sera nella seduta straordinaria del consiglio comunale di Porto Tolle, dedicata alla riconversione della centrale.

"Le persone che incontriamo ai banchetti e per strada ci dicono di andare avanti, di fare cosi' per lo sviluppo del Polesine - racconta Andrea Mancin del Comitato Lavoratori -. La nostra situazione ci fa incontrare tante realta'. I 50enni che restano senza lavoro, gli immigrati che sono arrivati dalla Romania, dalla Moldavia, che vivono da anni in Italia e vorrebbero un lavoro stabile."

giovedì 9 giugno 2011

SOLIDARIETA' AI LAVORATORI ANCHE DA 62 CORRIDORI DEL GRUPPO CICLISTICO DI PORTO TOLLE

"Continuiamo. Bisogna andare avanti per salvare il lavoro".  I banchetti della petizione "Sostieni il lavoro in Polesine" sono stati oggi a Corbola, Papozze e a Porto Tolle. Ai mercati rionali sono state raccolte 412 firme, e insieme alle adesioni all'indirizzo e-mail del Comitato, comitato.azione.lavoratori@gmail.com, e' stata raggiunta quota 5.700.

A Porto Tolle e' arrivata ai lavoratori anche la solidarietà del gruppo ciclistico, che ha fatto tappa al banchetto di raccolta firme con una piccola delegazione in bici, tuta e caschetto. Alle adesioni di oggi si aggiungeranno quelle di tutti i 62 corridori del gruppo, attivo nei vari campionati provinciali, sia di tipo cicloturistico che amatoriale.
Domani ad Agrigento una delegazione di lavoratori della Centrale Enel di Porto Tolle partecipera' alla manifestazione organizzata dai sindacati Flaei, Uilcem e Filctem: "Siamo nella stessa situazione - spiegano -. Anche il progetto del rigassificatore di Porto Empedocle e' bloccato da un ricorso. Se pensiamo che il diritto di lavorare dovrebbe essere indiscutibile, e vista la fame di lavoro che c'e' in giro, sarebbe grottesco che il Consiglio di Stato, a nemmeno un mese di distanza dallo stop a Porto Tolle, fermasse anche questo rigassificatore".

La fase di recupero dopo la crisi economica in Italia ha «frenato» dopo il primo semestre 2010.

Riportiamo questa notizia sui livelli di crescita italiana, che ci tocca da vicino.
«La produzione industriale italiana è quasi ferma ai livelli dell'estate 2010», con un +0,1% di crescita media mensile da luglio 2010 a marzo 2011, «e dista dal massimo precrisi (-26,1%) ancora molto, -17,5%». Lo rileva il rapporto sugli scenari industriali del Centro Studi di Confindustria che sottolinea: «Il Paese rimane ad alta vocazione industriale ma spicca per la flessione dell'attività registrata nell'ultimo triennio (-17% cumulato), doppia o tripla di quelle delle maggiori concorrenti (peggio ha fatto solo la Spagna)».
I nostri imprenditori «devono essere tre volte più bravi degli altri» per sopravvivere «in un contesto competitivo così carente», è il commento del direttore del centro studi, Luca Paolazzi.